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Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo

 


'Questo non puoi farlo'

'Cosa diranno le persone?'

'Poi perderai il lavoro'

'Non ti sembra di esagerare?'

'Ti daranno della pazza'

'L'aborto è un omiCidio'

'Pensa a fare le cose tue'

'Così sembrerai una poco di buono'


Per secoli le donne sono state gambizzate e continuano ad esserlo. Hanno voluto mettere a tacere le loro attitudini, i propri talenti e i propri modi di stare al mondo nel nome di leggi che le hanno volute zitte, immobili e per nulla senzienti. Paura e  retaggi culturali sbagliati hanno fatto la loro parte imprimendo convinzioni. Quella paura però è stata fronteggiata da molte figure le cui voci sono giunte a noi e continuano a pulsare e a vivere. Voci ribelli che hanno fatto la vera Rivoluzione e sfidato le leggi. 


Ortensia, Giustina Rocca, Fatima al-Samarqandi, Belva Lockwood, Soumay Tcheng, Eleanor Roosevelt, Constance Baker Motley, Gisèle Halimi, Simone Veil, Ruth Bader Ginsburg, Asma Jahangir e Hina Jilani, Shirin Ebadi sono state tra quelle donne. Le loro storie, di cui Ilaria Iannuzzi ha scritto in 'Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo' sono coraggiose, dolorose ma anche ricche di speranza, senza retorica. Oltraggiare voci che dovrebbero risultare autorevoli non risulta mai un percorso facile. L'autrice scrive 'La loro vera rivoluzione è stata comprendere che il Diritto non è un monolite immutabile'. 

L'autrice, anche editor della casa editrice, mi ha raccontato delle curiosità legate alla stessa. Di seguito l'intervista. Buona lettura!


Le Lucerne è una casa editrice che si occupa di diritto. Scrivete che mentre il mondo rallentava, voi avete deciso di 'accendere una luce in un angolo della cultura lasciato in penombra', il diritto appunto. Ci parli della fase embrionale del progetto che ha portato alla sua realizzazione vera e propria?


L’idea nasce dal desiderio di raccontare il diritto in un modo diverso: non come un territorio inaccessibile, popolato di tecnicismi, ma come un universo vivo, profondamente umano, la cui storia procede di pari passo con il mutare dei tempi, dei conflitti sociali e dei diritti conquistati.


Da qui la scelta di “accendere una luce” proprio lì, in quell’angolo poco frequentato ma decisivo per comprendere la società: le storie, i casi, le persone, i conflitti che hanno attraversato i tribunali e la società.


 


Le Lucerne, appunto, non è solamente una casa editrice ma si prefigge l'obiettivo di essere un laboratorio culturale. Parliamo di questo. 


Uno dei progetti al cuore della casa editrice è la rivista online Massime dal Passato, che si è sempre occupata di ricerca storica, facendo un lavoro di recupero dalle polverose pagine d’archivio di storie dimenticate. È un lavoro quasi da archeologi, che ci ha sempre appassionato tantissimo. La rivista ha poi ispirato la collana di libri che porta lo stesso nome, dedicata proprio a vicende storiche incredibili da riscoprire.


 


I vostri volumi hanno una veste grafica scelta accuratamente, così come la carta. I loghi sono curati da Clara De Lorenzi (Ex libris Room). Com'è nata questa collaborazione e come avete sviluppato la veste grafica?


La collaborazione con l’artista Clara De Lorenzi è nata con il primo titolo della collana “Massime dal Passato”: Lidia Poët. La prima avvocata. Non volevamo usare una foto in copertina, anche perché non esistono suoi ritratti da giovane. Ci piaceva uno schizzo tratto da un giornale dell’epoca e Clara ne ha realizzato una versione moderna, usando il tratto grafico incisivo tipico degli “ex libris”. Ce ne siamo innamorati e da lì abbiamo continuato a pensare insieme tutte le altre copertine.


 


Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo è l'ultimo titolo della collana “Massime dal passato”. Rivoluzione, razzismo, femminismo, sono tutte tematiche riportate alla luce in questo volume. Donne che hanno vissuto in diversi secoli e diversi stati sono state accomunate dal ribaltamento di paradigmi e dalla lotta alla violenza. Come si configurano oggi le pubblicazioni femministe in ambito giuridico?


Molte delle protagoniste del libro sono figure storiche sconosciute, nonostante abbiano davvero cambiato il mondo. Pochi i testi che ne citano le vite, le battaglie, il lascito, soprattutto in italiano. E così, abbiamo colmato un vuoto editoriale, partendo dalla Roma antica fino ad arrivare al giorno d’oggi. Tra le pagine si incontrano donne che hanno aperto dei varchi in un mondo in cui solo gli uomini avevano il diritto di prendere parola, che hanno combattuto la violenza di genere, che hanno difeso i diritti delle minoranze, che hanno acceso la miccia per delle vere e proprie rivoluzioni contro le forme più consolidate di potere. Esempi tratti dal passato ma che possono parlare al presente.


 


Donne internate in manicomio, donne che hanno abortito alle quali ancora oggi viene interdetto questo diritto, donne che hanno subito violenze, sottoposte ad interrogativi morali e umiliazioni, alle quali sono dati epiteti offensivi...ancora una volta. Possiamo affermare che il vostro lavoro è un atto politico?


Se la lettura delle loro imprese riesce a ispirare al cambiamento, allora direi proprio di sì. La memoria è una forma di resistenza. E la ricerca storica serve a ricordare che i diritti non sono concessioni naturali, bensì conquiste ottenute attraverso conflitti durissimi. Oggi alcuni diritti, almeno nel mondo occidentale, ci sembrano scontati, eppure permangono dinamiche oppressive nei rapporti di genere e sul corpo delle donne, a volte molto sottili, a volte tragicamente evidenti. Queste storie spero possano spingere a una maggiore consapevolezza e al coraggio di prendere posizione.


 


Ci parli del tuo lavoro da editor?


Come editor, seguo ogni libro dal momento in cui è solo un’idea fino a che diventa reale e arriva in libreria. Supporto gli autori nella fase ideativa, sono presente durante la scrittura con consigli e a volte anche l’indicazione se cambiare rotta. Poi, mi occupo della revisione formale, stilistica, logica, anche estetica (non sia mai che una parola venga spezzata tra una pagina e l’altra!). E insieme al lavoro sul testo, mi occupo della “confezione” del prodotto, con la scelta del titolo giusto, la copertina più accattivante, la sinossi più efficace. Alla fine, quando è tutto pronto, do il via alla stampa con ansia galoppante e il pensiero già proiettato alla fase promozionale. Ogni volta è una bella avventura.


 


Progetti in vista e aneddoti legati alla nascita della casa editrice.


Siamo sempre a caccia di storie da raccontare e abbiamo in cantiere vari progetti. Riceviamo anche tante proposte, il più delle volte strane e irrealizzabili, ma una volta – eravamo nati da poco – ne è arrivata una che ci ha colpiti. L’e-mail proveniva da una signora di ottant’anni che aveva creato un indirizzo di posta elettronica apposta per inviarci il suo manoscritto. Come si fa a resistere? Da lì è nata una collaborazione editoriale di tre libri e una bella amicizia di penna.


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