Cosa pensiamo in realtà quando pensiamo alle isole? Sistemi ed appezzamenti circondati da acqua; quei tasselli di terraferma immersi in Oceani e, gioco di parole, isolati da noi. Eppure c'è una rete fittissima di collegamenti e curiosità in questi mondi, attraverso i quali possiamo narrare e conoscere meglio i nostri, di mondi. Un mondo nel mondo. Ha pensato bene come illustrarci ciò Sietze Norder, biogeografo i cui studi sono costantemente rivolti all'interazione uomo-ambiente. Add editore ha pubblicato, con il contributo di Marco Cavallo che l'ha tradotto dal nederlandese, questo saggio che più che saggio definirei antologia poetica sulle isole in chiave saggistica. Definire 'Il mondo in miniatura' semplicemente un saggio sarebbe alquanto riduttivo, perché accanto a tecnicismi, definizioni, storie dell'evoluzione, compaiono stralci di narrazione che in sé hanno una passione ardita e un non so che di sorprendente e delicato, a tratti quasi favolistico.
Dicevano che il nostro pianeta sembrava una pallina immersa in una profonda oscurità. L'acqua degli oceani blu scuro e in mezzo, come foglie su una pozzanghera, i continenti e le isole. La superficie terrestre in varie tonalità di verde e marrone. Boschi, campi e città. Al di sopra, bianche piume allungate fluttuavano alte.
Mauritius.
Dalle Mauritius partono e si diramano riflessioni poi approfondite, studiate, messe su carta a partire dal 2010, quando il ricercatore si è ritrovato in quel fazzoletto di terra nell'Oceano indiano. Ricercatore ma anche esploratore, Norder ci esplica quelle verità che forse non abbiamo mai approfondito perché abituatə a pensare alle isole come sistemi a sé stanti. Eppure hanno un ciclo vitale fatto di nascita e morte. Nel 2015 tra Hunga Tonga e Hunga Ha'apai l'intero ciclo vitale vitale di un'isola è stato osservato grazie a satelliti e supercomputer.
Le isole vivono, si trasformano, comunicano, sono state case di specie estinte (quel dodo carino, ne avete sentito parlare?), fungono da palcoscenici di colonizzazioni molto più veloci di altre, e ci viene anche spiegato il motivo di ciò. Ogni isola è unica e condivide con le altre status e fasi, come le esperienze di vita comuni a noi mammiferi. E ciò viene ben spiegato nel capitolo 'Il paradosso delle isole'. Così come scopriremo come mai è stato un ragnetto il primo a raggiungere Krakatoa dopo l'eruzione del 1883, e non un essere molto più grande. E ancora, giganti insulari, isole artificiali in provetta, indigeni e colonizzatori, curiosità su biodiversità e studi resi visivamente da illustrazioni e mappe.
Prima vi ho scritto che questo volume si serve anche di un tono favolistico. Al Norder scienziato si affianca il Norder narratore che nelle tre parti (La bellezza dei modelli, Diari di viaggio, La terra come arcipelago) aggiunge quella morbidezza narrativa che si confa a veri e propri racconti.
Il mattino del 14 novembre 1963 il peschereccio Isleifur II navigava quaranta chilometri a sud dell'Islanda. Il mare era calmo. Alle 6.55 l'equipaggio sentì odore di zolfo. Poco dopo, nella penombra mattutina, dalla barca scorsero un pennacchio di fumo che usciva dall'acqua e chiamarono la guardia costiera....L'equipaggio assistette alla nascita dell'isola Surtsey
Buona esplorazione a tuttə!
Ringrazio la casa editrice Add per la gentile concessione della copia.
Copertina di Francesco Serasso

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