Il transumanesimo, la dicotomia tra futuro e passato, il fortemente umano e il costruito, i sensi di colpa o i rimorsi, i tanti interrogativi che la vita ti pone. Sono tanti i temi di questo romanzo che ho apprezzato per alcuni aspetti, meno per altri.
DALLA SINOSSI
Pino Carrieri è uno scienziato che ormai ha ultimato il lavoro di una vita, con la realizzazione di un androide ad altissime performance, pronto per essere presentato al mondo, ma il funerale dello zio, un vero e proprio padre putativo, fa riavvolgere il nastro della sua esistenza e precisamente nella terra delle sue origini. È così che si trova coinvolto in una vicenda che stronca definitivamente ogni certezza. La sua fiducia cieca nel futuro e nei suoi progetti inarrestabili viene infranta da una realtà che aveva considerato libera da ogni passato, compreso il suo. Si salva da un tentativo di omicidio, ma soccombe alle sue cause e a un tradimento inaspettato. Pino è un eroe triste come nella definizione di Enea, porta il genere umano in un altrove appena immaginabile; nonostante la solitudine perfetta e rassicurante quasi raggiunta, arriverà alla conclusione che nessuna forma intelligente è scevra dal peccato della libertà, dell'egoismo o semplicemente dalla ricerca della propria consapevolezza di esistere.
Pino Carrieri è uno scienziato ma non soltanto tale, un uomo ambizioso, fortemente brillante, che alterna fasi strettamente lucide ad elaborazioni di pensiero fortemente poetiche e filosofiche, ponendosi interrogativi su quello che sta attuando e sul passato. Perchè Pino, con la società Carrieri e Tanaka, grazie alla collaborazione del socio giapponese, l'ingegnere Amane tanaka, sta creando un grande progetto, che vede piloti androidi da combattimento alla guida di marchingegni per la contrapposizione ai tentativi di spionaggio. Pino ha anche progettato un androide da compagnia, Eva, che vive con lui e si fa presenza costante in questa vita di interrogativi e progetti, si fa compagnia di quell'uomo che necessita costantemente di supporti cartacei, qualcosa su cui appuntare il secreto di quei pensieri e quelle supposizioni, e lo fa grazie alle riviste acquistate giornalmente dal proprio edicolante.
Da Udine alla Sicilia, in occasione del funerale dello zio Tito, il romanzo che ci descrive di quest'uomo fortemente sagace inizia ad assumere tinte noir, perchè proprio in quei giorni macchiati dal lutto avviene un omicidio che fa coibentare sempre più interrogativi nella vita di Pino, altri strati di dubbi su quelli già presenti. Ci vengono descritti ambienti, fra alberi secolari, giardini, sapori, odori, gli stessi di quei momenti della sua infanzia che sono rimasti lì, in quelle terre sicule, tutte 'fragranze codificate nei meandri della memoria olfattiva'. In questo senso la prosa assume toni fortemente evocativi e poetici, e questo l'ho apprezzato molto. Forse, proprio questa dicotomia tra reale e pensato, filosofico e sprazzi di ricordi del passato, mi hanno un po' destabilizzata e mi hanno fatto trovare alcune parti del romanzo sconnesse fra loro. La prosa è una prosa ricca di dettagli, sono infatti presenti tante descrizioni che, per quello che è il mio modo di affrontare la lettura, ho trovato irrilevanti ai fini della trama, tanti aggettivi e descrizioni fisiche che mi hanno reso poco fluida la lettura talvolta.
Importanti però sono i temi e i messaggi che, secondo me, l'autore ci ha voluto lasciare attraverso queste pagine. Pino è uno scienziato che lavora con il transumanesimo. Infatti oltre ai progetti degli androidi da compagnia ed androidi da combattimento, ci sarà un altro grande progetto, nella sua vita, che vedrà la possibilità di poter instaurare un dialogo con quegli stessi esemplari costruiti, inizialmente asettici, lontani dal mondo umano. Gli androidi, per l'appunto. Si può creare un dialogo con qualcosa che non esiste? Fin dove ci si può spingere? Fin dove può giungere la scienza? Come ho scritto precedentemente il romanzo è fortemente intriso da tinte filosofiche e riflessioni e Pino, proprio per queste sue ambizioni, si chiede anche se sia possibile un dialogo tra la fiducia assoluta, matematica, del futuro, e la fatalità proveniente dal passato e dai marchi della propria storia familiare. Quanto, i ricordi e la storia di un uomo possono essere sbeffeggiati e messi in crisi da creazioni artificiali che possono prendere vita nei giorni di ognuno? Tutti questi interrogativi mentre Pino Carrieri, nonostante tutto, vola verso un unico, ineluttabile destino.
Ringrazio la casa editrice AUGH e Matilde Bella per la collaborazione.
AUTORE: Enzo Martines è nato a Trieste nel 1964, vive e lavora a Udine. E' impegnato presso la Lega delle Cooperative del FVG. Nel 1991 ha vinto il Premio P(R)OESIA di Sesto Fiorentino, ha pubblicato la silloge Poema libertino (Campanotto Editore, 1995), il cd Siamo esili (Editore Nota, 2005), un progetto di poesia di cui è autore e interprete; il saggio Abbiamo tutti bisogno del Partito Democratico (New Magazine, 2007); per Gaspari Editore i testi poetici Viaggio nell'anima in tre canti; L'arte di sopravvivere e per Digressioni Editore la raccolta Vite aliene (2021). E' autore di opere teatrali come Paradiso perduto (2008), Le manovre inutili (2009), e coautore di Lady Europe ( C.S.S Teatro Stabile di Innovazione, 2012).
COLLANA: AUGH! Edizioni FRECCE
PROGETTO GRAFICO DI COPERTINA: Luca Verduchi
PROGETTO GRAFICO INTERNI: Stefano Frateiacci

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